<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"><channel><description></description><title>http://matteodesimone.tumblr.com/</title><generator>Tumblr (3.0; @matteodesimone)</generator><link>http://matteodesimone.tumblr.com/</link><item><title>Nuovissimo</title><description>&lt;a href="http://www.matteodesimonelog.com"&gt;Nuovissimo&lt;/a&gt;</description><link>http://matteodesimone.tumblr.com/post/3436543</link><guid>http://matteodesimone.tumblr.com/post/3436543</guid><pubDate>Wed, 13 Jun 2007 09:47:16 -0400</pubDate></item><item><title>Lo scoiattolo nella tasca di pietra</title><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.tascadipietra.it/mp3/uno.mp3"&gt;Lo scoiattolo nella tasca di pietra&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://matteodesimone.tumblr.com/post/2793225</link><guid>http://matteodesimone.tumblr.com/post/2793225</guid><pubDate>Fri, 01 Jun 2007 15:15:34 -0400</pubDate></item><item><title>Vita straordinaria del miserabile Bonnet</title><description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/b/bc/Bonnet.gif" alt="" width="275" height="359"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ovvero la storia del pirata più sanguinario di tutti i tempi (o meglio: che avrebbe potuto esserlo, se Barbanera non gli avesse tarpato le ali). &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dal racconto della vita di Stede Bonnet (Daniel Defoe, &lt;a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788838919282/DEFOE-DANIEL/VITE-PIRATI.html"&gt;Vite di Pirati&lt;/a&gt;) un reading di &lt;strong&gt;Matteo De Simone&lt;/strong&gt;, con le musiche di &lt;a href="http://www.myspace.com/madokaslover"&gt;Daniele Celona&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;26 maggio&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Dappertout Festival&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Asti, Palazzo Alfieri&lt;/em&gt;  &lt;/p&gt;</description><link>http://matteodesimone.tumblr.com/post/2342351</link><guid>http://matteodesimone.tumblr.com/post/2342351</guid><pubDate>Wed, 23 May 2007 19:46:21 -0400</pubDate></item><item><title>Video</title><description>&lt;embed style="width: 400px; height: 326px;" id="VideoPlayback" type="application/x-shockwave-flash" src="http://video.google.com/googleplayer.swf?docId=-2470322624458793689&amp;hl=it" flashvars=""&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description><link>http://matteodesimone.tumblr.com/post/2190381</link><guid>http://matteodesimone.tumblr.com/post/2190381</guid><pubDate>Sun, 20 May 2007 20:14:04 -0400</pubDate></item><item><title>L'alba a Torino</title><description>&lt;p&gt;Un tempo era il Dottor Sax. &lt;br/&gt;Il primo locale a Torino che pensò di tenere aperto fino all’alba. La gente usciva sconquassata da Giancarlo, sul lato destro dei Murazzi, e passando sul lato sinistro, poteva riposarsi le orecchie infilandosi in un covo di black music, placando la fame post alcolica con cornetto e cappuccino. L’alba a Torino è stata a lungo un privilegio dei Murazzi. Poi, prima lentamente, poi sempre più in fretta, la città ha cominciato a rispondere all’esigenza di soddisfare centinaia di nuovi nottambuli incarogniti dalla movida barcellonese. E i capisaldi di un’alba come si deve (ovvero di chi non ne ha mai abbastanza), a meno che non ce la si voglia godere pavesianamente dal Monte dei Cappuccini o da qualche punto isolato della collina, con o senza l’ultima cannetta, con o senza l’ultima birretta, sono tre: trovare ancora un posto aperto per mangiare – trovare ancora un posto aperto per bere – trovare ancora un posto aperto per ballare. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;br/&gt;Nell’ultimo caso la risposta è generalmente una sola: da Giancarlo, ai Murazzi. Quello è l’unico posto dove è possibile trovare decine e decine di persone ancora pressate in pista, o al bancone del bar, o svaccate fuori, in riva al fiume una canna dopo l’altra anche alle sei del mattino. E quello è l’unico posto che non conosce differenze sociali. Da Giancarlo, circolo arci gestito per l’appunto da un ormai sessantenne, di nome, appunto,  Giancarlo, che esibisce dietro il bancone foto ricordo con Abatantuono, Troisi e molti altri, nonostante sia stato insignito ben presto della nomea di “posto dei marcioni” (al che ci si immagina orde di anarcocomunisti con le kefie, i cani, ciloni lunghi tre metri e il ricordo dell’ultima doccia molto lontano. Ma non è così), ci puoi incontrare il tamarro di periferia che viene in centro il sabato sera. Ci puoi incontrare il fighetto della collina che si deve laureare in giurisprudenza da tre anni. Ci incontri lo squatter incazzato, il liceale vestito da rapper, il rocchettaro coi pantaloni a sigaretta e i capelli alla Brian Molko, il giovane intellettuale, o il giovane politico (sinistra giovanile). Gli spacciatori marocchini, e quelli che si guadagnano la vita cuocendo alla griglia spiedini e bistecche che vengono da un giro di carni loro speciale… O la ciellina che esce per la prima volta con il cugino più grande che l’ha portata, guarda caso, in quel postaccio di marcioni. Ma il fatto è che marcia è la sostanza dei frequentatori dell’alba. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il primo caposaldo lo puoi soddisfare in tre modi: il paninaro, il kebabbaro, il briosciaro. &lt;br/&gt;Sono parecchi i forni in città aperti fino alle sei del mattino, così come i paninari, disseminati ovunque. Sono loro, in fondo, ad aver portato l’alba su tutta la città. Capannelli di affamati coi denti su enormi panini da 3,50 pieni di salsiccia, cotolette surgelate o hamburger, conditi con crauti, peperoni, formaggio, ketchup e maionese. Li puoi trovare all’uscita dalla tangenziale, attaccati ai Murazzi, al Parco del Valentino, dove d’estate è facile trovare ancora qualcuno con chitarre e jambé a suonare sul prato (e a combattere contro le zanzare che salgono dal Po), vicino allo stadio o al tribunale. I paninari sono ovunque. Spesso, nelle zone di periferia, sono l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con una prostituta o un trans, in pausa o al termine della sua notte di lavoro, o in compagnia di due o tre tamarri palestrati coi capelli a spazzola, probabilmente reduci dall’ultima striscia, appena scesi da un’Opel Tigra o da una Fiat Brava. E ci trovi qualche tossico che ha radunato due spiccioli, un matto che avevi già visto parlare da solo qualche volta, per le vie del centro, e due o tre studenti, che stanno arrivando ora da Giancarlo o si sono storditi di new wave e indie rock allo Spazio 211, che ha ormai affiancato con un certo peso lo storico Hiroshima Mon Amour in fatto di concerti e djset. Le cose non sono troppo diverse dal briosciaro, ovvero retrobottega di panetteria aperti (illegalmente) dalle tre alle sei del mattino. Un euro la focaccia bianca e le brioches. 1,50 la pizza farcita. Quasi sempre calda, appena sfornata. E’ un piacere più sano, capace di riconciliarti con la notte e con te stesso. Anche in questo caso, l’alba arriva più o meno ovunque, anzi, ancora più facilmente dei paninari, i briosciari aperti li trovi in zone decentrate. Sul lungo Dora, vicino a Porta Palazzo, a Mirafiori dietro la Fiat e il lingotto, all’uscita dall’Hiroshima Mon Amour. Ma se davvero ancora il tuo corpo può reggere una grandissima dose di piacere pericoloso, sceglierai un falafel, o peggio ancora un kebab e andrai da Horas, in pieno San Salvario. Lì ci puoi trovare i kebab più grandi della città, secondo alcuni i può buoni, secondo altri i più marci, ma sicuramente i più economici. Il gestore è l’ormai celebre Bibo, un egiziano che si vanta di essere stato il cuoco di Del Piero, Pippo Inzaghi e Maradona. Il the scorre gratis che è un piacere e il buon Bibo, aiutato da uno stuolo di collaboratori instancabili, ha ormai imparato a sfornare anche ottime pizze. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;E se invece il tuo pallino è il secondo caposaldo e alle sei di mattina, dopo fiumi di doppio malto e gin lemon ancora non sei riuscito a sbronzarti, l’unica è prendere qualche birra dai paninari (i kebabbari alcol non ne vendono), che non servirà a niente, e buttarti sugli scaloni di Palazzo nuovo, o tra le quattro fontane di Piazza Castello, o sulle panchine del Quadrilatero, dalle piazze ormai deserte, o in qualche parcheggio sfigato, in macchina, con il tuo migliore amico, perché tra un posto e l’altro, c’è sempre la città, e l’alba arriva anche lì. Ed è questa, probabilmente, una delle conquiste migliori della Torino degli ultimi dieci anni. L’alba per strada, nelle piazze, sotto i portoni, in mezzo a un prato.&lt;/p&gt;</description><link>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1720122</link><guid>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1720122</guid><pubDate>Wed, 09 May 2007 18:33:46 -0400</pubDate></item><item><title>Tasca di pietra</title><description>&lt;a href="http://www.tascadipietra.it/news.php"&gt;Tasca di pietra&lt;/a&gt;</description><link>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1677764</link><guid>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1677764</guid><pubDate>Tue, 08 May 2007 18:12:59 -0400</pubDate></item><item><title>Las Vegas non è mai stata così vicina</title><description>&lt;a href="http://www.lasvegasedizioni.com/"&gt;Las Vegas non è mai stata così vicina&lt;/a&gt;</description><link>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1442055</link><guid>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1442055</guid><pubDate>Wed, 02 May 2007 09:54:18 -0400</pubDate></item><item><title>I Persecutori</title><description>&lt;a href="http://www.transeuropalibri.it/?Page=cat_i_persecutori.htm"&gt;I Persecutori&lt;/a&gt;</description><link>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1412857</link><guid>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1412857</guid><pubDate>Tue, 01 May 2007 16:01:29 -0400</pubDate></item><item><title>Ti do "Copertina Bianca"</title><description>&lt;a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2007/04/copertina_bianc.html#comments"&gt;Ti do "Copertina Bianca"&lt;/a&gt;</description><link>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1338570</link><guid>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1338570</guid><pubDate>Sun, 29 Apr 2007 10:32:32 -0400</pubDate></item><item><title>Bob Dylan a Torino</title><description>&lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_2142372771.html"&gt;Bob Dylan a Torino&lt;/a&gt;</description><link>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1278783</link><guid>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1278783</guid><pubDate>Fri, 27 Apr 2007 06:10:44 -0400</pubDate></item><item><title>La meraviglia degli iniziati</title><description>&lt;p&gt;Discutevo poco fa con mio padre, conoscitore e sperimentatore nell’ambito dei new media, sulla verosimiglianza o meno dell’ipotesi che un giorno il web spodesti del tutto la tv, che il computer si sostituisca completamente al tubo catodico, occupando in ogni casa il posto d’onore che merita. Io sostenevo da un lato la necessità di procedere con la sperimentazione del web in questo senso, e contemporaneamente mi dicevo scettico sugli esiti positivi. Dicevo che fino a questo momento uno dei motori principali del web è stata la “meraviglia”. Gli esseri umani si “meravigliano” costantemente dei progressi fulminei del web e uno dei motivi della loro affezione, oltre alla dipendenza dalle relazioni virtuali (msn, icq, blog vari, second life, ecc), è proprio il senso di meraviglia per come il digitale, in breve tempo, stia riuscendo a riallinearsi con gli standard qualitativi eccelsi già raggiunti nel passato, specie in fatto di fotografia, musica e video e di come il web riesca a raccogliere tutto questo con un livello di funzionalità nella condivisione sempre più elevato. Ora, il punto, dicevo concludendo, è che il web è come un grosso aperitivo. A Torino, di recente sono nate le apericene. E come la parola stessa sottolinea, si tratta di strafogarsi di cibo come se si fosse ad una cena, ma in realtà si tratta di un aperitivo. Si mangia in piedi, con forchettine e piattini di plastica. Magari bevendo gin su un piatto di penette all’arrabbiata. Alla fine il senso di sazietà è molto alto, tutti, a pancia piena e vagamente brilli, non fanno che meravigliarsi a vicenda, gli uni con gli altri, pronunciado frasi come: “Certo che per dieci euro ci siamo sfondati”. “Meglio che andare al ristorante”. “Io lo spezzatino l’ho preso tre volte”. Però, quando la settimana dopo, o due settimane, o un mese dopo si ritroveranno a cena in un vero ristorante, serviti dal cameriere, con un menu, dolce e caffé, molto probabilmente diranno: “Bé, altro che apericena”.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel web vige la legge dell’assaggio e del rispolvero. Sul web si può mangiare tutto e andare a ritrovare tutto quel che ci si era persi. E ci si accontenterà piacevolmente di guardare un filmato sgranato e in piccole dimensioni o di ascoltare un solo brano compresso del disco di una nuova band, perché quel livello di qualità, pur basso, in quel contesto non era per niente scontato. Il web è ancora in un certo senso un ragazzino molto intelligente, guardato con paura e tenerezza insieme, dalle smisurate potenzialità non ancora espresse e verso il quale si sprecano volentieri complimenti e rimproveri. Ma tutto questo ha senso solo grazie alla spettacolarità delle sue prestazioni, pur misere, e alla fiducia nel suo futuro.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Allora mio padre sosteneva, tagliando la testa al toro, che i cellulari la faranno in barba alla tv e al web insieme, perché i cellulari ce li portiamo addosso ogni giorno, concentrano su di sé una moltitudine di azioni alle quali cominciamo a non poter rinunciare ed è li che vanno i soldi dedicati allo sviluppo tecnologico. Non lo sostiene solo lui, lo sostengono in &lt;a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/04/24/19/200704241901"&gt;tanti&lt;/a&gt;. Oggi con il cellulare si può già navigare in internet, chattare, giocare on line, scaricare e ascoltare musica (oltre che telefonare e spedire sms) e guardare la tv, quella stessa che possiamo guardare comodamente seduti sul divano, sorseggiando un frullato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;C’è da dire, però, che la televisione, quella generalista, si basa su un principio. Se in splendida malafede i produttori televisivi continuano a propinarci l’idea che se la gente guarda il Grande fratello è perché vuole il Grande fratello, in verità è sul principio contrario che la televisione ha radicato il suo successo: nessuno sa che cosa vuole guardare in tv e di gran lunga preferisce delegare a una classe di autori, registi, produttori, attori, musicisti, artisti, giornalisti, intellettuali, scrittori, cabarettisti e via dicendo il compito di strutturare un palinsesto, il più possibile vario e divertente, ma anche intelligente, che sappia soddisfare ogni esigenza. In questo senso la tv on demand continua a non raggiungere il successo che ci si era immaginati. Scegliere che cosa guardare è molto più faticoso che non scegliere affatto. E in questo senso l’esperienza delle web tv, succubi del podcasting e allineate con l’idea del possesso del file (= scelgo cosa vedere) non è ancora riuscita a decollare.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ci vorrebbe dunque una web tv capace al tempo stesso di realizzare un palinsesto predefinito, organizzato in un calendario e in una griglia oraria, che funzioni come un flusso nel quale inserirsi o dal quale congedarsi, e soprattutto che necessiti per la sua fruizione di operazioni semplici e immediate, che non siano più complesse dei tradizionali tasti On/Off, P+, P-, V+, V- del nostro telecomando.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“E che ci sia l’alta qualità!”, aggiunge mio padre, che resta per certi versi un uomo della vecchia scuola. Ma ha sacrosanta ragione. La logica dell’assaggio, di cui parlavo prima, si deve soprattutto alla bassa qualità. In terra cecorum orbum imperat, ma la dipendenza dal riferimento principe resta. Ed è il paradosso in cui si muove la generazione di internet. La fruizione parziale di un prodotto (la visione, a bassa qualità, di una sola scena di un film, l’ascolto di una sola canzone anziché del disco intero) è diventata ormai altrettanto soddisfacente della fruizione per intero. O meglio, è diventata sufficiente. La visione di un videoclip musicale avviene ormai in gran parte su internet, specie perché la rosa dei videoclip che hanno accesso alla televisione è molto ristretta. In quel contesto la visione del videoclip è rovinata dalla bassa qualità e dalle dimensioni ridotte, ma la presenza su youtube o google video conferisce credibilità alla band e poco importa se il video non sarà mai inserito in rotazione su Mtv e All Music. Ma questa fruizione parziale può esistere, ed essere soddisfacente, a patto che resista l’idea del tutto dal quale è stata tratta. In poche parole: ascolto un solo pezzo, ma voglio la facoltà (di cui probabilmente non mi avvarrò) di comprare (o meglio, di scaricare) l’intero disco.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Insomma, non è facile stabilire se il web abbia le carte in regola per sostituirsi al mezzo di comunicazione di massa per eccellenza. Probabilmente non ce le ha, e probabilmente è troppo presto per azzardare una valutazione in questi termini. Verosimilmente ci affacciamo a un lungo periodo di convivenza tra media, che si spartiranno la torta, come già stanno facendo, rimbalzandosi le informazioni dall’uno all’altro, ognuno con il proprio sguardo. Sui cellulari si concentreranno sempre di più gli investimenti e le inserzioni pubblicitarie, che porteremo sempre in tasca con noi. La televisione, da regina, continuerà a guardare al web con una sorta di apertura diffidente e sorniona (ieri un giornalista del tg1 mostrava con ironia una delle tante “diavolerie” trovate sul generico mare del web: un video di youtube dove una gattina di nome Nora si esibiva in un assolo pianistico). Il web, da pretendente al trono, continuerà a sfornare novità ogni settimana, nella ricerca affannosa della fruizione perfetta e della specifità del mezzo, che ci auguriamo non trovi mai. Poi ci sono i giornali, anche, è vero… Quasi li dimenticavo…&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel frattempo le generazioni passeranno, e con loro la “meraviglia” degli iniziati.&lt;/p&gt;</description><link>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1218893</link><guid>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1218893</guid><pubDate>Wed, 25 Apr 2007 09:09:08 -0400</pubDate></item><item><title>I Persecutori</title><description>&lt;p&gt;&lt;b&gt;11 maggio&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.hiroshimamonamour.org"&gt;Hiroshima Mon Amour&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.nadarsolo.net/transeuropa_persecutori.jpg"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Book-party con gli autori dell’antologia I PERSECUTORI. Racconti (di desideri e rivalità). Un’antologia di narratori italiani sul filo di vittime e carnefici.&lt;br/&gt;Una storia raccontata collettivamente. Una storia di desideri e di rivalità.&lt;br/&gt;Potrebbero bastare queste poche parole per riassumere “I persecutori” – testo che segna il ritorno alla narrativa di Transeuropa Edizioni – a metà tra un’antologia di narratori italiani ed un concept-album in cui ogni storia, ogni personaggio, ogni luogo è intrecciato agli altri in un unico orizzonte.&lt;br/&gt;L’orizzonte di riferimento è quello del meccanismo vittimario-sacrificale teorizzato dal grande filosofo René Girard. “I persecutori” potrebbe essere riassunto così: l’incontro ed il prodotto di diciannove autori italiani – nomi noti al grande pubblico affiancati ad esordienti cui la casa editrice ha deciso di dare fiducia – che mettono in scena, in modi diversi, con narrazioni diverse, la teoria del capro espiatorio &lt;/p&gt;</description><link>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1136432</link><guid>http://matteodesimone.tumblr.com/post/1136432</guid><pubDate>Sun, 22 Apr 2007 18:18:52 -0400</pubDate></item></channel></rss>
