June 13, 2007
June 1, 2007
May 23, 2007

Vita straordinaria del miserabile Bonnet

Ovvero la storia del pirata più sanguinario di tutti i tempi (o meglio: che avrebbe potuto esserlo, se Barbanera non gli avesse tarpato le ali).

Dal racconto della vita di Stede Bonnet (Daniel Defoe, Vite di Pirati) un reading di Matteo De Simone, con le musiche di Daniele Celona.

26 maggio
Dappertout Festival
Asti, Palazzo Alfieri

May 20, 2007
May 9, 2007

L'alba a Torino

Un tempo era il Dottor Sax.
Il primo locale a Torino che pensò di tenere aperto fino all’alba. La gente usciva sconquassata da Giancarlo, sul lato destro dei Murazzi, e passando sul lato sinistro, poteva riposarsi le orecchie infilandosi in un covo di black music, placando la fame post alcolica con cornetto e cappuccino. L’alba a Torino è stata a lungo un privilegio dei Murazzi. Poi, prima lentamente, poi sempre più in fretta, la città ha cominciato a rispondere all’esigenza di soddisfare centinaia di nuovi nottambuli incarogniti dalla movida barcellonese. E i capisaldi di un’alba come si deve (ovvero di chi non ne ha mai abbastanza), a meno che non ce la si voglia godere pavesianamente dal Monte dei Cappuccini o da qualche punto isolato della collina, con o senza l’ultima cannetta, con o senza l’ultima birretta, sono tre: trovare ancora un posto aperto per mangiare – trovare ancora un posto aperto per bere – trovare ancora un posto aperto per ballare.


Nell’ultimo caso la risposta è generalmente una sola: da Giancarlo, ai Murazzi. Quello è l’unico posto dove è possibile trovare decine e decine di persone ancora pressate in pista, o al bancone del bar, o svaccate fuori, in riva al fiume una canna dopo l’altra anche alle sei del mattino. E quello è l’unico posto che non conosce differenze sociali. Da Giancarlo, circolo arci gestito per l’appunto da un ormai sessantenne, di nome, appunto, Giancarlo, che esibisce dietro il bancone foto ricordo con Abatantuono, Troisi e molti altri, nonostante sia stato insignito ben presto della nomea di “posto dei marcioni” (al che ci si immagina orde di anarcocomunisti con le kefie, i cani, ciloni lunghi tre metri e il ricordo dell’ultima doccia molto lontano. Ma non è così), ci puoi incontrare il tamarro di periferia che viene in centro il sabato sera. Ci puoi incontrare il fighetto della collina che si deve laureare in giurisprudenza da tre anni. Ci incontri lo squatter incazzato, il liceale vestito da rapper, il rocchettaro coi pantaloni a sigaretta e i capelli alla Brian Molko, il giovane intellettuale, o il giovane politico (sinistra giovanile). Gli spacciatori marocchini, e quelli che si guadagnano la vita cuocendo alla griglia spiedini e bistecche che vengono da un giro di carni loro speciale… O la ciellina che esce per la prima volta con il cugino più grande che l’ha portata, guarda caso, in quel postaccio di marcioni. Ma il fatto è che marcia è la sostanza dei frequentatori dell’alba.


Il primo caposaldo lo puoi soddisfare in tre modi: il paninaro, il kebabbaro, il briosciaro.
Sono parecchi i forni in città aperti fino alle sei del mattino, così come i paninari, disseminati ovunque. Sono loro, in fondo, ad aver portato l’alba su tutta la città. Capannelli di affamati coi denti su enormi panini da 3,50 pieni di salsiccia, cotolette surgelate o hamburger, conditi con crauti, peperoni, formaggio, ketchup e maionese. Li puoi trovare all’uscita dalla tangenziale, attaccati ai Murazzi, al Parco del Valentino, dove d’estate è facile trovare ancora qualcuno con chitarre e jambé a suonare sul prato (e a combattere contro le zanzare che salgono dal Po), vicino allo stadio o al tribunale. I paninari sono ovunque. Spesso, nelle zone di periferia, sono l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con una prostituta o un trans, in pausa o al termine della sua notte di lavoro, o in compagnia di due o tre tamarri palestrati coi capelli a spazzola, probabilmente reduci dall’ultima striscia, appena scesi da un’Opel Tigra o da una Fiat Brava. E ci trovi qualche tossico che ha radunato due spiccioli, un matto che avevi già visto parlare da solo qualche volta, per le vie del centro, e due o tre studenti, che stanno arrivando ora da Giancarlo o si sono storditi di new wave e indie rock allo Spazio 211, che ha ormai affiancato con un certo peso lo storico Hiroshima Mon Amour in fatto di concerti e djset. Le cose non sono troppo diverse dal briosciaro, ovvero retrobottega di panetteria aperti (illegalmente) dalle tre alle sei del mattino. Un euro la focaccia bianca e le brioches. 1,50 la pizza farcita. Quasi sempre calda, appena sfornata. E’ un piacere più sano, capace di riconciliarti con la notte e con te stesso. Anche in questo caso, l’alba arriva più o meno ovunque, anzi, ancora più facilmente dei paninari, i briosciari aperti li trovi in zone decentrate. Sul lungo Dora, vicino a Porta Palazzo, a Mirafiori dietro la Fiat e il lingotto, all’uscita dall’Hiroshima Mon Amour. Ma se davvero ancora il tuo corpo può reggere una grandissima dose di piacere pericoloso, sceglierai un falafel, o peggio ancora un kebab e andrai da Horas, in pieno San Salvario. Lì ci puoi trovare i kebab più grandi della città, secondo alcuni i può buoni, secondo altri i più marci, ma sicuramente i più economici. Il gestore è l’ormai celebre Bibo, un egiziano che si vanta di essere stato il cuoco di Del Piero, Pippo Inzaghi e Maradona. Il the scorre gratis che è un piacere e il buon Bibo, aiutato da uno stuolo di collaboratori instancabili, ha ormai imparato a sfornare anche ottime pizze.


E se invece il tuo pallino è il secondo caposaldo e alle sei di mattina, dopo fiumi di doppio malto e gin lemon ancora non sei riuscito a sbronzarti, l’unica è prendere qualche birra dai paninari (i kebabbari alcol non ne vendono), che non servirà a niente, e buttarti sugli scaloni di Palazzo nuovo, o tra le quattro fontane di Piazza Castello, o sulle panchine del Quadrilatero, dalle piazze ormai deserte, o in qualche parcheggio sfigato, in macchina, con il tuo migliore amico, perché tra un posto e l’altro, c’è sempre la città, e l’alba arriva anche lì. Ed è questa, probabilmente, una delle conquiste migliori della Torino degli ultimi dieci anni. L’alba per strada, nelle piazze, sotto i portoni, in mezzo a un prato.

May 8, 2007
May 2, 2007
May 1, 2007
April 29, 2007
April 27, 2007